Gilda, la dark lady del noir anni ‘40

Rita Hayworth, o meglio, l’attrice nelle vesti di Gilda rappresenta il simbolo delle prime dark lady, quelle che ancora non nutrivano piani sanguinosi e crudeli. Il suo essere dark si rifà maggiormente ai suoi amori fugaci, alla sua intraprendenza e forte seduzione, al suo fascino maledetto, alle sue continue conquiste di uomini che ama a suo piacimento e volere.

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Il film, “Gilda”, narra di un giocatore incallito di nome Johnny in cerca di fortuna, che trova impiego in un casinò. Qui ritrova Gilda, donna con cui ha avuto, in passato, una travolgente quanto difficile storia d’amore, adesso moglie dell’uomo per cui lavora, Ballin. Le emozioni sono ancora accese e ben presto si percepisce l’odio/amore che intercorre fra i due. La gelosia del marito lo rende incapace sul decidere il da farsi. Sarà il destino a scegliere per lui. Inseguito dalla polizia, infatti, Ballin è costretto a fingere la sua morte. Così la sua ex-moglie e Johnny tornano insieme, ma la vita non è così rosea come si aspettano e Ballin sta per tornare.

La creazione di questo triangolo amoroso mostra sempre una Gilda assolutamente imperturbabile agli occhi degli altri. Le sue risposte sono sempre schiette alle battute, i doppi sensi che si vengono a creare sembrano non turbarla. Al contrario, gli uomini appaiono insicuri, contraddittori e indecisi sul da farsi, palesando comportamenti a volte inappropriati o, addirittura, prepotenti.

Il film viene proiettato nel 1946, diretto da Charles Vidor, con indiscussa protagonista Rita Hayworth e lo stesso anno viene presentato al festival di Cannes. Le scene più famose del film sono di certo i momenti di canto e danza dell’attrice. In particolar modo ricordiamo: “Put the blame on Mame” nel quale l’abito senza spalline e il momento in cui si toglie un guanto, ne fanno una scena memorabile e sensuale.

Nella storia troviamo molti elementi del noir: la voce fuori campo che narra la vicenda, lo sconosciuto passato dei due protagonisti che li porta ad agire in un determinato modo, l’ambientazione di paesi esotici, lontani da casa, che danno al personaggio un senso di smarrimento. Inoltre, il personaggio della dark lady, ne è il suo fulcro. I tradimenti di Gilda e il suo essere provocatoria, la rendono figura tipica del noir, additata dall’uomo come donna spregiudicata, dal fascino maledetto.